"Just another Amateur Radio weblog"

Lo segnala Philip Mayer, KC2TPY. Breaking News: Fox Business menziona i radioamatori durante il notiziario sulla crisi in Egitto di questi giorni.

I rubinetti della rete, che pur ha contribuito all’organizzazione delle folle, sono stati chiusi già da un po’.

Renesys, specializzato nella sorveglianza del web, ha segnalato il collasso completo della rete egiziana a partire dal 27 gennaio scorso. Interessante il post Egypt Leaves the Internet di James Cowie, fonte del grafico seguente, che mostra lo switch-off completo.

Per quanto capillari ed efficienti, le nuove reti tecnologiche: internet, telefonia mobile e fissa…, mostrano una evidente vulnerabilità ed esposizione al controllo, alle quali i radioamatori ancora sfuggono.

2 Responses to

  1. Sandro SSD

    on febbraio 3 2011

    Purtroppo i telegiornali Italiani non hanno mai nominato i Radioamatori ma va bhè per loro non esistiamo,si ricodano solo quando ci sono i terremoti.Qui da noi il radioamatore è visto come uno che disturba con le antenne e nessuno si rende conto che siamo utili anche per gli esperimenti in campo radio,speriamo che un giorno capiranno anche quì di quello che siamo.Ciao

  2. IK8LOV - Max

    on febbraio 3 2011

    Ciao Sandro. Mi rendo conto che i radioamatori hanno spesso la tendenza a sopravvalutare sé stessi ed il proprio ruolo.
    La crisi in Egitto ha senz’altro segnato un’occasione di merito. Dubito per il resto. La ricerca d’avanguardia è oggi effettuata nei laboratori universitari e di grosse aziende. Anche per quanto riguarda le comunicazioni d’emergenza in situazioni improvvise: a L’Aquila (dove ero già a sei ore dal sisma per conto dell’Università e dela Prov di PZ) è arrivato prima l’esercito, i ponti di telefonia mobile e satellitare. Le colonne mobili dei volontari e i radioamatori hanno gestito l’emergenza successiva, ma molto successiva.
    Per il resto, l’attività quotidiana è un po’ un gioco (permettimi la provocazione) in cui ci si diverte a parlarsi sui ripetitori, a provare l’ultimo microfono o a far collegamenti DX con l’ultima spedizione in corso. Ma anche improvvisarsi spedizionieri alla “turisti per caso” (meno male non sono tutti così) e magari poi pensare che la carta di Smith sia l’ultima marca di carta igienica. Beninteso, non è peccato giocare, lo è probabilmente non esserne consapevoli. Ti ringrazio del tuo gentile commento Sandro e a presto rileggerci!

    Max

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