E’ sempre interessante sentire il parere di un Premio Nobel su temi molto discussi, troppo spesso affrontati con approssimazione e poca cognizione di causa soprattutto da parte di sedicenti addetti ai lavori.
Carlo Rubbia, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha asserito che [...]parlando di energie rinnovabili molto chiacchierate ma poco coltivate, è inutile insistere con l’energia eolica perché di vento ce n’è poco nella Penisola al contrario dei Paesi del Nord o dell’Irlanda. Anche la biomassa rappresenta una nicchia limitata.
Invece il sole è l’unica sorgente che abbiamo abbondante e ancora da sfruttare. Noi, con le altre nazioni del Sud Europa, Spagna e Grecia, dobbiamo lavorare su questo fronte anche costruendo impianti solari nel Nordafrica, nel Sahara ad esempio dove ci sono grandi spazi desertici, trasferendo via cavo l’energia prodotta verso la Sicilia.
Gli spagnoli, sempre più attivi, hanno già il progetto di una centrale da due miliardi di watt da realizzare in Marocco[...]
Altrettanto dice dell’idrogeno che definisce necessità impellente.
Il nostro paese è tra i più legati ai sistemi energetici tradizionali e la rigidezza del sistema di approvigionamento, poco diversificato, costituisce un elemento di vulnerabilità molto forte.
La riflessione e le considerazioni del Premio Nobel toccano molto da vicino anche le scelte energetiche attualmente oggetto di dibattito in Basilicata.
Fortunati noi che abbiamo il petrolio, il sole… e anche l’eolico ?
Ma quale sarà la strategia vincente per il futuro?


11 Marzo 2007 alle 16:03
E ora deve venire Rubbia con il suo premio nobel per dirmi queste cose?
Sono un perito industriale e abito nel sud dell’Italia, esattamente in Puglia, e quando leggo che vogliono investire nell’eolico ho sempre detto che è ridicolo…
Grazie Rubbia per aver confermato una mia tesi…
Le fonti di energia del futuro sono solo 2 per me:
1 Nucleare
2 Sole
3 Eolico in pesi ventosi
4 Biogas prodotto dalle discariche.
12 Marzo 2007 alle 19:03
é gia stata, e lo è ancora, depredata di minerali e pietre preziose, petrolio…, che finiscono ad arricchire i mercati di poche multinazionali che se ne sbattono di aiutare i paesi del 3 mondo.
spero ke l’ emergenza energetica non sia un altro pretesto per sfruttare l’Africa. Preferirei che le nazioni dove sono poste queste centrali solari, gestiscano loro la produzione dell energia e che ce la vendano.
ho letto della possibilita di montare dei pannelli solari dul tetto di casa e rendersi indipendenti dall enel almeno nei mesi estivi, nei quali si puo vendere allo stesso gestore della rete l’energia prodotta in eccesso.
questo sarebbe la soluzione migliore x me, cosi si risolve anche il problema di dipendere dall’ estero per la fronitura energetica(una superficie grande quando l’ etna potrebbe sostenere gran parte del fabbisogno energetico europeo) .
12 Marzo 2007 alle 21:03
Il sole è una fonte di energia pulita, così come il nucleare se fatto con criterio e tecnologia. I pannelli sopra casa servono a spendere soldi e a produrre il niente.
14 Marzo 2007 alle 11:03
Il 90% dei fabbricati,almeno nella nostra zona, ma anche nel resto d’Italia, sono un sistema di dissipazione termica a cielo aperto!
Ho partecipato ad uno stage di architettura bioclimatica in Germania e Austria ed ho visto con i miei occhi edifici che con il sole e il freddo di quei paesi funzionavano perfettamente con risparmi paurosi.
Pannelli solari, collettori, serre addossate, sistemi di riscaldamento collettivi…oltre alla progettazione e ai materiali diversi: piccoli grandi accorgimenti che fanno la differenza!
14 Marzo 2007 alle 22:03
credo che i pannelli solari dovrebbero funzionare anche in inverno basta che ci sia luce. correggetemi se sbaglio
14 Marzo 2007 alle 23:03
Io sono convinto che in Puglia l’eolico è uno spreco e il solare non da il massimo della potenza. In italia esiste una isola alimentata con il solare ma l’impianto è enorme per recuperare energia. Invece in africa il sole è sempre fortissimo.
15 Marzo 2007 alle 12:03
16 Marzo 2007 alle 17:03
Nessuno metterà mai una cosa simile.
E poi i condomini?
Mica sono tutti proprietari del terrazzo. E’ impresa impossibile. Invece creare distese di pannelli è operazione possibile. Non voglio sporcare l’africa, voglio ripolire l’aria.
19 Marzo 2007 alle 11:03
20 Marzo 2007 alle 21:03
9 Aprile 2008 alle 04:12
marina superiore ed adatta a produrre energia eolica .
Berlusconi vuole energia dal carbone , vuole farci morire
tutti di cancro .
i nostri politici sono impazziti non sfruttano la opportunita di avere
l’energia pulita da un paese che puo dare almeno il 49 per cento del
fabbisogno con l’eolico .
infine non bisogna dimenticare che i paesi emergenti come cina ed india
fanno le guerre come in nepal per avere la egemonia del carbone .
noi siamo reduci da una guerra infinita in iraq non possiamo fare guerre
per tutto il pianeta quando senza guerre possiamo ottenere la nostra energia -.
9 Maggio 2008 alle 09:10
che cadde sulla Terra a causa dell’inquinamento atmosferico
prodotto dalla vorace fame dei dinosauri.
Ora decide voi mascalzoni antieolici se è giusto inquinare e
tirare la corda a quel sottile equilibrio che tiene la Luna alla
Terra oppure promuovere l’eolico l’energia piu conveniente
al pari dell’idroelettrico tra le energie che non inquinano …
stiamo attenti che i 100000 morti della birmania e solo l’inizio il peggio deve venire le temperature marine lo confermano .
1 Luglio 2008 alle 23:02
15 Agosto 2008 alle 07:33
a causa delle linee sature ma se supponiamo l’eolico
che si dovrebbe fare a gela produrrebbe idrogeno
per il polo industriale di Siracusa sarebbe un affare per
tutti nessuno escluso .
29 Aprile 2010 alle 19:45
Attualmente per colpa del caro energia, i nostri prodotti costano di più di altri paesi, questo, fa si che il mercato Italiano paghi le consegueze.
Non dimentichiamo inoltre che per connettere una centrale fotovoltaica loa burocrazia è diventata insostenibbile, anche perchè L’Enel risponde alle richieste di connessione che solo quando TERNA effettuerò il potenziamento, si potranno realizzare le centrali fotovoltaiche