Folklore, provocazione, sfida? Che abbia suscitato reazioni di ammirazione, comprensione o… compassione, il gestaccio dell’on. Bossi (Ministro delle riforme) durante l’inno di Mameli, è indubbio.

A coglierne l’occasione è stata Ryanair, molto attenta all’attualità del nostro paese, che già in passato ha promosso una campagna pubblicitaria simile: PAGA LE TASSE! Non per i rifiuti ma per scappare via. Il riferimento era evidente all’emergenza rifiuti di Napoli.

Questa volta ritenta cogliendo un evento di attualità al centro di dibattiti e polemiche, che colpisce anche i più distratti:

IL MINISTRO BOSSI AI PASSEGGERI ITALIANI
Il Governo… supporta le alte tariffe di Alitalia, supporta i frequenti scioperi di Alitalia, se ne frega dei passeggeri italiani

Bossi_Ryanair

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  • 3 Risposte a “Il gestaccio di Bossi durante l’inno di Mameli diventa pubblicità per Ryanair”

    1. iw8zlb scrive:
      Pubblicità a parte, stamane ho letto che è stata chiesta l’archiviazione sul caso Bossi poichè non costituisce reato ministeriale per via del gioco di parole…mah povera Italia!
    2. Massimiliano Laconca scrive:
      Credo che un Ministro della Repubblica debba essere più rispettoso nei confronti dell’Istituzione che rappresenta, alla quale ha prestato anche giuramento di fedeltà. Sono valori e simboli troppo importanti per essere trattati così.

      Ricordo anche il vilipendio alla Bandiera Italiana di qualche tempo fa, che gli diede non pochi problemi giudiziari.

      Ognuno tragga da sè le proprie conclusioni…

    3. Francesco scrive:
      Gentile On.Bossi, le scrivo perchè sono un suo sostenitore ed ho fiducia in quello che fa. Mia figlia, laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche, con notevoli sacrifici, ed indebitandoci, ha aperto una parafarmacia.Apprendiamo che
      con il decreto legge presentato dagli onorevoli Gasparri e tomassini, chiedono la
      chiusura delle suddette parafarmacie.Se tutto cio’ corrisponde a verità, saremmo
      rovinati economicamente perchè oltre a dover pagare i debiti, ci sarebbe anche
      il problema della disoccupazione di tutte quelle persone che hanno aperto queste
      piccole aziende dopo aver studiato tanto, alla pari dei farmacisti titolari.
      Le chiedo cortesemente di farmi sapere se tutto cio’ corrisponde a verità.
      La saluto cordialmente e le auguro buon lavoro. Francesco Greco

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