MonnezzaSicuramente sono molti i motivi che hanno causato l’emergenza rifiuti in Campania: nessuno meno importante dell’altro. Non ci interessiamo qui di politica o malavita ma di quanto possa essere altrettanto pericoloso il pregiudizio legato a convinzioni spesso superficiali o frutto di speculazioni organizzate ad arte.

Se parlassimo di inceneritore avvertiremmo sicuramente il disagio istintivo di tanti, alla sola lettura dell’orribile termine. La reazione diventa più blanda se impiegassimo un suo sinonimo più elegante: termovalorizzatore.
Per tanti è invece una possibile soluzione, peraltro impiegata in tutto il mondo, per lo smaltimento di ciò che invade in questo momento, con non poco imbarazzo, le strade e gli spazi aperti di mezza Campania.

TermovalorizzatoreBSIn Italia, precisamente a Brescia, è in funzione l’impianto di termovalorizzazione migliore al mondo, premiato nel 2006 dal Consiglio per la Ricerca e la Tecnologia della Termovalorizzazione dell’Earth Center della Columbia University di New York.

Interessantissimo il video su Corriere della Sera.it segnalato da Paolo di Nardò, proprio sul termovalorizzatore di Brescia, che merita assolutamente di essere guardato:

Inquina meno di un’auto diesel, brucia i rifiuti, produce energia elettrica per 190mila famiglie e porta acqua calda in 50mila appartamenti

Nino Luca: Dentro il termovalorizzatore di Brescia

Non sarà certo l’unica soluzione possibile e condivisibile da tutti.
Più che pensare di dar risposte a problemi grandi e complessi, speriamo soprattutto di aver contribuito ad allontanare un mostro in più dalle nostre menti.

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  • 10 Risposte a “Smettiamo di raccontarci “ecoballe” !”

    1. Pasquale scrive:

      Guarda mi chiedo se ai camorristi piaccia lo spettacolo…anche loro sono di Napoli no?…

    2. Manuel Malesani scrive:

      Gentile Max,
      credo siano utili, a te ed alla comunità del blog, alcune osservazioni in merito all’inceneritore ed al servizio di Corriere Tv.
      - le emissioni inquinanti: sostenere che una ciminiera di 120 metri inquina meno di un’auto a gasolio è come sostenere che la ciminiera di un’acciaieria inquina meno di una sigaretta.
      - il “premio”: l’inceneritore di Brescia è stato premiato come miglior impianto di incenerimento rifiuti del mondo: ti/vi basti sapere che l’ente premiatore, la WTERT (Columbia University) è sponsorizzata dalla Mrtin GmbH, che è la costruttrice dell’impianto stesso. Anche a voler essere ingenui, un piccolo dubbio sull’imparzialità della decisione dovrebbe sorgere in ognuno di noi.
      - il “controllo” emissioni: i filtraggi prevedono l’imprigionamento dei cosiddetti PM10, che sono alla fine gli inquinanti più grossolani e meno patogeni. Purtroppo, i sottilissimi PM2,5 e PM1 non vengono citati perchè sfuggono TOTALMENTE al controllo dei filtri. Oggi, non esiste al mondo una tecnologia in grado di bloccare l’emissione in atmosfera di questi inquinanti.
      - la convenienza economica: l’inceneritore di Brescia era stato progettato per trattare 250.000 ton/anno di rifiuti. Oggi, ne brucia 800.000. Perchè? Semplice, perchè nonostante gli incentivi INDEBITAMENTE (perchè destinati ad energie rinnovabili e non inquinanti) prelevati dalla nostra bolletta (Cip6) era economicamente in perdita.

      Io credo che il video non abbia fatto un buon servizio di informazione, e che sarebbe ora di iniziare a parlare di più di RIDUZIONE ALLA FONTE dei rifiuti, di raccolta differenziata, e di meno spreco.
      Con stima, un cordiale saluto a tutti.
      Manuel.

    3. Massimiliano Laconca scrive:

      Gentile Manuel,
      ti ringrazio innanzitutto per l’attenzione che ci hai riservato, anche attraverso il tuo commento, molto interessante.
      La complessità dell’argomento, a partire dai problemi di tipo tecnico fino a quelli politici, e non solo, credo ci renda consapevoli dell’inesistenza di una ricetta che risolva ogni problema e accontenti tutti.
      Qualsiasi nostra azione, come ben sai, lascia un’impronta nell’ambiente e tutti abbiamo il dovere di far sì che sia la meno profonda ed effimera possibile. E’ vero anche che per poterci permettere un tenore di vita almeno dignitoso dobbiamo pagare qualcosa. Tutti, anche in questo caso, abbiamo il dovere di far sì che si paghi il meno possibile.

      E’ stato ben sottolineato, a fine articolo, che la soluzione del termovalorizzatore non è certo l’unica e la migliore possibile. Nondimeno abbiamo avuto la presunzione di proporre soluzioni al problema, ma semplicemente speriamo di contribuire ad un maggior approfondimento sull’argomento, spesso oggetto di paure e timori sproporzionati.

      E’ chiaro che il problema dei rifiuti comincia dalla civiltà di un popolo, dalla sensibilità ai problemi ambientali, da una cultura che purtroppo ci vede molto lontani dagli standard di altri paesi. Permettimi di risponderti, però, che nonostante ti condivida in pieno, quando parli di riduzione alla fonte, raccolta differenziata e meno spreco non vedo ancora la soluzione al problema, soprattutto all’emergenza ora in corso in Campania.

      Beh qui il tempo gioca una parte importante: risolviamo il problema con l’acculturamento della società… e nel frattempo la monnezza dove la mettiamo?
      In una discarica? Vogliamo calcolare le differenze in termini di recupero energetico ed inquinamento tra una discarica ed un termovalorizzatore?
      Ci sono altre alternative?
      Bene, tra tutte queste scegliamo quella che paghiamo meno.

      Fin’ora abbiamo pagato fin troppo, tutti, specialmente quando abbiamo pensato di risolvere il problema come il cagnolino che lascia i propri bisogni lontano dalla cuccia: paghiamo per smaltire i nostri rifiuti in termovalorizzatori di altri paesi, come la Germania. Ironia della sorte, proprio in quei paesi all’avanguardia nella cultura della sostenibilità e rispetto dell’ambiente…!

      Grazie ancora per il tuo contributo. Ciao!

    4. Manuel Malesani scrive:

      Caro Massimiliano,
      grazie anche a te per le tue osservazioni, hanno davvero il pregio di non essere mai sopra le righe, pregio non comune, direi!
      Sai, il problema è però ben sottolineato quando dici “… non vedo ancora la soluzione al problema, soprattutto all’emergenza ora in corso in Campania”.
      Vedi, io ho 40 anni e da quando sono nato, in Italia (ma non solo) ogni problema è un’emergenza. Ma l’emergenza non è più tale, credo, quando si protrae per decenni.
      Questo per dire che dobbiamo iniziare adesso, subito, domattina a modificare le nostre abitudini, iniziare subito a produrre meno rifiuti (la riduzione alla fonte di chi produce, cioè meno imballaggi e soprattutto meno plastica, e riduzione alla fonte di noi che acquistiamo che dobbiamo privilegiare prodotti con poco imballaggio o imballaggio riciclabile), iniziare subito ad educare già nelle scuole al rispetto per l’ambiente e all’importanza della raccolta differenziata (il modo più intelligente e REDDITIZIO per eliminare i rifiuti), iniziare subito a produrre energia pulita.
      E tutto questo, anche “imposto” per legge, visto che l’informazione di media e giornali certo non aiuta nessuno. Una “forzatura” istituzionale, se vuoi, che renda “obbligatorio” un comportamento virtuoso nei confronti dell’ambiente. Si può fare, non è utopia. Per farti un solo esempio, Los Angeles in UN ANNO ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata e non esiste l’inceneritore: il rimanente 20% utilizza una tecnologia a basso impatto per produrre biogas. Si può, ma dobbiamo iniziare!
      Tutto ciò è realmente possibile, subito. I risultati li vedremo tra un pò di anni, questo è vero, ma se non iniziamo mai, credimi, tra 5 anni saremo ancora qui a parlare del problema rifiuti, l’emergenza infinita.
      Penso tu creda, come me, che qualunque soluzione che non implichi una radicale trasformazione dei nostri comportamenti e delle politiche industriali non farà altro che rimandare a domani il problema di oggi.
      Comunque, grazie ancora per questo piacevole approfondimento!
      Ciao.
      Manuel.

    5. Chris scrive:

      Molto interessanti i vostri commenti,da quotare in tutto e per tutto Manuel :)

    6. Bonovox38 (Paolo) scrive:

      Mi fa piacere leggere i vostri commenti, tutto molto interessante.
      Sinceramente fra il TU di Brescia e i fuochi indiscriminati o l’ecomafia, preferisco il TU.
      Raccolta differenziata in Italia è possibile in alcune città, utopia in altre. Purtroppo, è difficile educare chi da anni tratta la spazzatura come una cosa da liberarsi e basta.
      Le fonti alternative?
      Esistono?
      Forse si, il problema è che vengono boicottate.
      Ho segnalato a Max un articolo in merito a spazzatura e fonti alternative, e devo dire che sono rimasto scioccato quando ho letto che dalla spazzatura si ricava biodisel.
      In un articolo di Quattroruote, si parlava bene di miscela 30% diesel 70% olio di colza ( anche se è illegale perchè evade il fisco ) , successivamente si legge che questo olio danneggia i motori e ne sconsigliano assolutamente l’uso… ( mmm )
      Insomma, le fonti alternative esistono, vengono gestite male, e da persone che non sanno nemmeno cosa sono.
      L’unica fonte energetica che ha un rendimento serio è il nucleare, ma noi “Italiani” abbiamo lottato per non averla, per poi comprare da quelle nazioni che si sono fatte belle con la nostra tecnologia e con in nostri “ING”.
      Dimenticavo: Chernobyl produce ancora, e se è saltata è stato solo perchè lo hanno voluto.

    7. Francesco scrive:

      Ciao a tutti ho letto l’articolo molto interessante e ho visto il video. Vorrei farvi i complimenti perchè finalmente vedo qualcuno che non sogna e parla di cose che risolvono i problemi. Voglio dirvi che ho vissuto per oltre 20 anni a Freiburg in Germania che è la città tra le più ecologiche d’Europa e forse del mondo. Li usano tutta la tecnologia moderna, fanno la raccolta differenziata, usano i pannelli solari ma trattano i rifiuti anche con i termovalorizzatori. Allora voglio dire ai signori che parlano di raccolta differenziata e altre cose che poi alla fine non è sufficiente e che sia per trasformare quello che raccolgono sia per distruggere quello che non possono recuperare usano i termovalorizzatori. Perchè solo in Italia non si vogliono fare e si rischia di morire con l’immondizia per le strade e con le discariche che sono molto più pericolose?
      Se da domani loro fanno la raccolta differenziata non possono poi fare nulla perchè non ci sono le industrie che riciclano e poi tutti i rifiuti ora che fine fanno? I signori che usano tutte le belle parole di ecologia e raccolta differenziata non sanno rispondere come risolvere il problema ora ed è veramente un’emergenza.Sono contenti che non costruiscono i termovalorizzatori in Campania e la spazzatura viene mandata nelle discariche e nei termovalorizzatori di altre regioni.Scusate se sono stato lungo ma voglio terminare con una domanda, ci dite un posto nel mondo dove sono sviluppati come noi dove le cose funzionano in modo perfettamente ecologico come dite voi? Io non sono contro ma dico che ci vogliono anche i termovalorizzatori altrimenti sono tutte belle favole quelle che raccontate. Scusate lo sfogo. Ciao a tutti.

    8. Bonovox38 (Paolo) scrive:

      Conosco quella città e anche altre che sono ecomoderne e stupende, ma sono un puntino nero su un foglio bianco.
      La colpa di tutto questo è dei nostri predecessori/padri/politici che hanno visto la miseria e poi il benessere non sapendolo gestire.
      La politica non è la tecnica, serve gente colta e che sappia di cosa stiamo parlando con studi e mentalità aperta.
      Bastaaa, andate a casa, ormai i soldoni non vi mancano, godeteveli visto che a noi non avete lasciato nemmeno la possibilità di poter fare/sognare un futuro ( Grazie dell’euro, e di aver dimezzato tutti i nostri stupendi lasciando il mercato al libero furto ).
      Al governo servono Tecnici, Ingegneri, studiosi, non “pecoroni” che hanno avuto una carica politica comprando i voti pagando le bollette di cittadini disagiati.
      Scusate lo sfogo, mi sento un Italiano deturpato da tutto.

    9. Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » C’era una volta la Campania Felix: l’emergenza rifiuti e la camorra scrive:

      […] di Pianura, ‘A nuttata che non passa, Video scontri a Pianura: polizia contro manifestanti, Smettiamo di raccontarci “ecoballe”, Il paese dei monnezzari, Biùtiful country […]

    10. andrea scrive:

      Noi tutti parlimo, ci esprimiamo e ci confrontiamo … ma in un tema scottante e disdicevole come questo penso bisogni passare all’azione, alla manifestazione, non politica o strumentalizzata, delle proprie libertà e delle propria voglia di democrazia!!!!
      Sino ad oggi assisto ed assistiamo solo ed esclusivamente a presidi, blocchi stradali o pseudomanifestazioni per la difesa del proprio territorio … peraltro giutificate e lodevoli … ma solo ed esclusivamente a questo …..!!
      Continuo a vedere bambini che ora vanno a scuola, mamme che li accompagnano, macchine che fanno slalom tra i cumuli, negozianti CHE SCOSTANO di qualche metro i sacchi per aprire le serrande ….. semplici azioni del proprio tornaconto personale!!!!!!
      E qui mi sorge spontanea la domanda …. MA PERCHE’ TUTTA QUESTA GENTE NON SCENDE IN PIAZZA???????PERCHE’ NON VANNO A PRESIDIARE IL PALAZZO DEL COMUNE O IL PALAZZO DELLA REGIONE PORTANDOSI AL SEGUITO UN SACCHETTO CIASCUNO DI SPAZZATIRA???
      Premessa l’esistenza di questa CAMORRA che paga le persone per manifestare a LORO piacimento, deduco e cocnludo che purtroppo siamo diversi …. siamo troppo diversi, si ragion ancora con il detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”, si ragiona con “meglio 50€ oggi dalla camorra, poi alle patologie che insorgeranno domani …. VA’ BUO’ ….ci penseremo!!!!!!
      Differenze sociali e culturali non risolvono e non risolveranno il problema se rispetti il camorrista pittosto che il vigile urbano o l’operaio dell’esercito!!!!

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